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venerdì, 20 febbraio 2009
domenica, 01 febbraio 2009
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martedì, 02 settembre 2008
domenica, 16 marzo 2008
Mi sono trasferito
mi potete trovare al Link
http://narrare.wordpress.com/
saluti Marcello
martedì, 11 marzo 2008
Cosa è accaduto subito dopo il Big Bang?
E come è nato l’Universo?
La primula rossa delle particelle.
Quest’anno, di importanza storica per la ricerca fisica, avremo,forse delle risposte o, forse, ne sapremo solo un po’ di più, ma le attese e le speranze degli addetti ai lavori sono molte e gli obbiettivi impegnativi.
Prossimamente diventerà operativo il Lhc (Large hadron collider), al Cern di Ginevra.
E’ l'acceleratore più potente che sia stato costruito fino ad oggi: un anello di collisione per particelle. L'acceleratore si trova in un tunnel circolare lungo 27 km. a 100 metri di profondità, tra la Svizzera e la Francia.
Nel Lhc i protoni collideranno fra loro a energie molto elevate e comunque mai raggiunte con il vecchio modello. Si cercherà di riprodurre un'energia simile a quella del primissimi secondi dopo il Big Bang (14 miliardi di anni fa,circa) per cercare di capire cosa sia effettivamente accaduto nei primissimi istanti successivi. Le collisioni tra i protoni ad elevata energia producono altre particelle, l’obbiettivo è scoprirne di nuove di cui, a livello teorico, si ipotizza l’esistenza, ma senza, ancora, una riscontro a livello sperimentale.
Le nostre conoscenze attuali dello spazio ci dicono che l’universo è composto principalmente di materia ed in minor parte di antimateria,sebbene al momento del Big Bang, esse si siano formate nella stessa quantità.
Questo non è l’unico mistero nell’universo: una gran parte della materia, la cosiddetta materia oscura, che si trova in esso, risulta diversa da quella da noi conosciuta e non ancora osservata direttamente nei laboratori.
Infine non è ancora chiaro il meccanismo (meccanismo di Higgs) responsabile delle diverse masse di tutte le particelle elementari, che si ritiene associato alla cosiddetta particella di Higgs, fino ad ora mai osservata.
Secondo il modello standard,ossia la teoria ufficiale,questa particella è il vettore di una particolare forza,detta forza del campo di Higgs,che pervade l’intero Universo ed interagisce con le particelle conferendo loro la massa, pertanto farebbe parte delle caratteristiche della materia.
Sembra cosa di poco conto e solo per addetti ai lavori, ma non è così, comprendere quale sia l’origine della massa significa, anche, cominciare a comprendere la nostra esistenza, con tutti le dovute conseguenze metafisiche e teologiche.
La caccia,dunque, è aperta a quella che viene definita la primula rossa delle particelle: il bosone di Higgs. E non è una caccia da poco, il premio, per chi la scopre, è certamente un Nobel.
venerdì, 21 dicembre 2007
Santuario de La Verna (AR)
Una Natività, molto particolare e di indubbio effetto estetico,quella nella quale Andrea della Robbia, primo tra gli scultori, ha rappresentato la Madonna inginocchiata al cospetto del Bambino.
Ogni angolo d'Italia ci parla della nostra Storia,della nostra Cultura e della nostra Civiltà.
Auguri di buon Natale
Sarc.
sabato, 08 dicembre 2007
Nelle vicinanze della riva, l’increspatura del fondo marino, insieme al vento di maestrale fa sollevare alte onde che, infrangendosi sulla scogliera, si polverizzano in nubi di gocce.
E’ proprio quest’aria salmastra, pura e forte, tanto amata dai nati sul mare, che ci purifica il fisico e la mente.
Dopo aver letto i giornali e visto i tg, uno ha bisogno di un bel trattamento disinquinante!
Oggi purtroppo è festa, il tempo è buono, malgrado le previsioni, la gente occupa la passeggiata, insieme a torme di extracomunitari abusivi, che ti vogliono vendere, con arroganza, le solite patacche.
Non è il mio ambiente ideale, io sono un assertore del meglio solo che male accompagnato ma, ormai ci sono e così mi metto ad osservare un gruppo di bambini italiani che giocano e corrono felici.
A dire italiani immediatamente penso, che tutto quello che hanno oggi, in un futuro, non troppo lontano, non l’avranno più, per colpa di genitori e nonni incapaci e pusillanimi.
Abbiamo reso la nostra società, marcia fin nei suoi gangli vitali, non c’è più dignità, non ci sono più valori etici, non c’è più consapevolezza della nostra Civiltà.
Le nostre istituzioni sono alla sfascio e tutte, irresponsabilmente, contro quei cittadini che non vogliono finire massacrati, derubati e colonizzati dai nuovi barbari.
Ci sono molti individui dall’aspetto antropomorfo ma, che di Uomo non hanno più niente, sono quelli colpiti dalla sindrome disfattista.
Tutto ciò che è Italia deve essere distrutto in nome di nuovi “princìpi” tanto demenziali quanto suicidi.
Distruggiamo S. Pietro, perché offende gli islamici, in fondo chi sono Michelangelo, il Bernini, il Bramante in confronto ai beduini d’importazione?
Aboliamo le nostre festività, perché offendono i santi “ospiti”, cosa aspettiamo a cancellare la domenica? la festività è il venerdì!
Distruggiamo tutto ciò che rappresenta la nostra Civiltà, che sarà mai una civiltà che ha portato benessere e progresso? Vuoi mettere la gioia di vedere le donne in burka e morire per allah?
La libertà, questa cosa orrenda, va tenacemente combattuta.
La sindrome disfattista accomuna molti italiani (si fa per dire) e molti europei (si rifà per dire), così continuando il nostro declino sarà irreversibile.
Eppure avremmo i mezzi e le capacità per difenderci, ma questa sindrome si propaga sempre di più.
Un cormorano mi sfreccia davanti agli occhi, libero di volare sul mare, almeno lui, salverà la sua libertà.
Come l’invidio.

domenica, 21 ottobre 2007
Marina di Pisa, una località un po’ particolare, molto in voga nell’ 800 e primi ‘900, è intrisa di ricordi poetici e storici .
Da Pisa ci si arriva percorrendo, lungo il fiume, il viale D’Annunzio, dopo pochi chilometri si giunge alla foce dell’Arno, citata da un non benevolo Dante, che da buon fiorentino era nemico dei pisani:
“….muovasi la Capraia e la Gorgona,
e faccian siepe ad Arno in su la foce
sì ch'elli annieghi in te ogne persona!...”
(inf.XXXIII)
Non è proprio la stessa foce di oggi perché, a quei tempi, era spostata più ad est, verso la città, ma il concetto è chiaro, anzi chiarissimo.
Qui nel 1860, Garibaldi fece scalo per imbarcare i volontari toscani che parteciparono alla Spedizione dei Mille ed in questo luogo è stato posto, a ricordo, un piccolo obelisco.
E così D’annunzio:
“O Marina di Pisa, quando folgora
il solleone!
Le lodolette cantan su le pratora
di San Rossore
e le cicale cantano su i platani
d'Arno a tenzone.
Come l'Estate porta l'oro in bocca,
l'Arno porta il silenzio alla sua foce. ….”
(La tenzone dall’Alcyone)
I primi versi sono riportati su uno scoglio accanto alla terrazza che si affaccia sul mare e che prende il nome dal Poeta.
Seduti al tavolino di un piccolo bar, ubicato lì nei pressi, si possono intravedere le torri delle secche della Meloria, dove fu combattuta la famosa battaglia tra genovesi e pisani nel 1284.
Mi aggrada andare in questo bar, specie d’inverno e nei giorni feriali, lungi dalla calca estiva o domenicale, urlante e becera, che vede, in questo luogo, solo un posto dove fare il bagno e prendere la tintarella gratis.
I tavolini tutti vuoti finalmente! Così, nel tardo pomeriggio, pressoché solo, davanti ad una bibita e con un libro aperto, guardo il mare ed il tramonto con le sue luci cangianti e con i suoi colori inimmaginabili.
Il disco solare, scendendo verso l’illusoria linea dell’orizzonte, perde la sua forza abbagliante e, finalmente, lo possiamo ammirare in tutta la sua maestosità: il dio Atum Ra sta per tramontare.

Mi sento partecipe di questo quadro naturale, che solo pochi pittori riescono riprodurre, adeguatamente, su tela.
La mia parte irrazionale sta veleggiando verso siti di quiete interiore, quando la mia vocetta razionale, beffardamente, mi ricorda che, data la distanza terra sole e considerando la velocità della luce tu credi di vedere il sole, ma è già tramontato da otto minuti e trenta secondi circa. Mi automando a quel paese, ma ormai l’incantesimo è rotto.
Altri pensieri s’affacciano, io stavo guardando un’immagine, dietro l’immagine il nulla. Un insieme di fotoni immateriali, che viaggiando a una velocità pazzesca, s’infrangono sulla terra.
Stavo guardando il nulla ed il mio spirito gioiva nel guardarlo, ammiravo una falsa immagine!
Quante altre false immagini ci sono nella vita?
venerdì, 15 giugno 2007
e
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